I referenti locali

Il progetto conta sull’attiva e preziosa collaborazione di due referenti in loco: Karl Babin, cittadino francese, e Stefano Capotorti, cittadino italo-maliano.

Karl ridottaKarl Babin, è nato a Angoulême (Francia) e reside tra Cognac (France) e Bamako (Mali), è consulente in comunicazione, specializzato in comunicazione pubblica e politica, e inoltre è Presidente dell’Associazione “Les enfants de Nénéko-Mali”.
Negli orfanotrofi e nel quartiere dove abita, i bambini lo adorano e lo chiamano “tubabu tonton” (che in bambarà significa “zio bianco”). E’ una persona davvero speciale, ha una sensibilità unica nei confronti dei bambini e, quando visita gli orfanotrofi, trascorre del tempo con loro, per farli sorridere, divertire, ma soprattutto per coccolarli. L’affetto, per questi bimbi che vivono in orfanotrofio, senza famiglia, è fondamentale e Karl rappresenta davvero una figura importante per loro. Lui stesso si racconta così: “Affetto di poliartrite cronica deformante da quando avevo 12 anni, ho trascorso tutta l’adolescenza negli ospedali e nei centri di riabilitazione per bambini, fino ai 20 anni. Sono sempre stato “il fratello maggiore” di tutti i bimbi che soffrivano con me e questo mi ha insegnato a non mostrare la sofferenza e a combattere perché quei bambini avessero speranza e combattessero anche loro. Nel 2010 viaggiai per la prima volta in Mali per scoprire le meraviglie di questo paese, del quale mi innamorai subito, soprattutto di un piccolo villaggio chiamato Nénéko. I problemi di scolarizzazione erano talmente gravi, che proposi agli abitanti di aiutarli in questo compito. Oggi la mia Associazione si occupa di 9 villaggi della zona e fornisce materiale scolastico e sostegno a distanza, grazie ai sostenitori in Francia. Gli stessi sostenitori, che nel 2011 mi coinvolsero nel sostegno dei bambini degli orfanotrofi di Bamako, sostegno che iniziò a Niaber ASE-Mali. Grazie alle magia d’Internet e ai “social” conobbi Berta Martin Beltran; abbiamo portato a termine la nostra prima azione comune nel 2012, per inviare 600 kg di latte in polvere offerti da Bambini nel Deserto. Poi, abbiamo militato insieme per la ripresa delle adozioni internazionali in Mali e abbiamo iniziato ad organizzare delle attività ludiche negli orfanotrofi, per offrire una vita migliore ai piccoli bimbi ospiti. E’ stato così che ho conosciuto anche Stefano Capotorti, che collaborava già con Berta per BnD e abbiamo iniziato a lavorare e rappresentare Bambini nel Deserto insieme nelle diverse iniziative gestite da Berta, tramite il Progetto Malidenù.
Per poter portare a termine tutte le mie azioni, sia per BnD che per la mia associazione, ed essere più vicino ai bambini, ho riorganizzato la mia vita e il mio lavoro per poter restare 10 o 11 mesi in Mali.”

Assureme Stefano e SeydouStefano Capotorti vive in Mali da più di 20 anni ed è stato lui il primo referente di Malidenù in terra maliana. Si è occupato fin da subito della consegna delle donazioni nei diversi orfanotrofi, visitandone le strutture e raccogliendo informazioni e richieste sugli specifici bisogni essenziali, in modo da poter intervenire con il progetto in modo efficiente ed efficace.

Stefano è una persona altruista e ama il Mali, paese nel quale lavora da tanti anni per un’impresa che si occupa di Cooperazione allo Sviluppo con una cooperazione senza maestri,  per favorire l’emancipazione e garantire il diritto all’autodeterminazione dei popoli attraverso il coinvolgimento della popolazione, per costruire in questo modo un patrimonio di realizzazioni che durino nel tempo e trasferire le conoscenze per favorire l’autogestione da parte delle popolazioni locali con l’obiettivo di rendere “inutile” la nostra presenza nel minor tempo possibile.